Turismo Liquido

E’ da qualche tempo che sento parlare di turismo liquido e navigando qua e là ho letto un articolo di Alfonso Castellano, nel quale dichiarava che il sistema turistico è una composizione liquida di diversi elementi che compongono l’ecosistema.

Questi elementi sono liquidi perché la loro aggregazione, attraverso le reti, avviene in forma dinamica e multipla. Questo scenario “liquido” implica nuove sfide e cambiamenti profondi che vanno risolti ed affrontati con soluzioni innovative più legate all’organizzazione e alla gestione del sistema turistico più che solo legati ad un’innovazione tecnologica.

E’ necessaria una innovazione radicale e/o trasformazione che permetta in una modalità sostenibile mantenere i vantaggi competitivi nel nuovo scenario di mercato.

Questa è la sfida che le destinazioni liquide dovranno affrontare nel prossimo futuro.
Data la complessità del mercato e delle dinamiche di relazione e comportamento introdotte ed agevolate dalle nuove tecnologie (si veda il fenomeno del cosi definito web 2.0 e le sue implicazioni) le destinazioni devono sicuramente fare un salto in termini organizzativi ma soprattutto culturale adottando un approccio strategico nuovo dal momento che oggi i mercati sono conversazioni e sono liquidi.

Il termine marketing liquido prende ispirazione dalla definizione di società liquida del sociologo Zygmunt Bauman. In breve significa che il messaggio e la promozione turistica si deve adattare ai contesti come l’acqua al recipiente in cui è contenuta. Questo implica che, dalla tradizionale campagna pubblicitaria, di durata finita o meglio stagionale si deve passare ad una strategia di marketing continuo in cui il ruolo della comunicazione non è solo quello di mandare un messaggio ma piuttosto di creare situazioni e contesti in cui il centro della conversazione diventi il proprio prodotto.

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