Il turismo business: un segmento solido e redditizio

Secondo uno studio recente condotto da Oxford Economics, il business travel è un segmento solido, che resiste alla crisi e che genera ricavi economici per le aziende turistiche.

Secondo un sondaggio svolto dal portale di prenotazioni alberghiere HRS in Italia, ad ogni euro che le aziende investono nelle trasferte di lavoro dei propri dipendenti corrispondono circa 10,50€ di ricavi aggiuntivi e 2,80 euro di profitti generati da new business

Già perché il volume dei viaggi d’affari si è ridotto solo dell’8%, in quanto nessuna tecnologia può sostituire l’efficacia di un incontro di persona, di un sorriso e di una stretta di mano. E non a caso: sempre secondo HRS su 500 manager d’azienda intervistati, tutti hanno concordato che conference call, e-mail, sms, videoconferenze, social media e altre forme di comunicazione sono tutti strumenti importanti per consolidare e mantenere relazioni di business, ma non sortiscono lo stesso esito di un incontro vis a vis. Il 77% ritiene che le riunioni fuori sede siano un “lusso” imprescindibile; l’85% che gli incontri fisici producano soluzioni innovative e l’82% sono convinti che i meeting facciano emergere il meglio dalle persone.

Ma soprattutto, tutti concordano che il contatto diretto porta a rapporti più duraturi e ad un aumento delle vendite e acquisizione di nuovi clienti.

Non a caso, le aziende che hanno eliminato i viaggi d’affari, dice HRS, hanno registrato un calo del 17% nei profitti nel primo anno.

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