Estate 2014: la crisi continua per gli alberghi

La crisi sembra non conoscere arresti e a farne le spese, più di tutti, continuano ad essere le strutture ricettive. Se infatti da una parte gli ultimi dati segnalano in crescita l’indice di fiducia delle aziende del settore e l’Italia sembra essere di nuovo protagonista anche sui mercati internazionali, soprattutto d’oltreoceano, dall’altra gli alberghi che chiudono sono ancora molti.

E il presidente di Federalberghi, Bernabè Bocca non può che esprimere il suo disappunto per la situazione del settore: il mercato interno continua a faticare a causa della crisi economica e quello estero, extraeuropeo, anche se sceglie l’Italia come meta per le vacanze, predilige le destinazioni più internazionali, le città d’arte, Capri, Taormina o la Costa Smeralda.

E la parte restante del territorio invece arranca.

Il tema è la redditività delle imprese alberghiere che devono scontare un livello di tassazione insostenibile e non proporzionale o non collegato al reddito d’impresa.

Ma non solo: sicuramente incide anche il fenomeno delle strutture alberghiere che non pagano tasse, come gli agriturismi; per non parlare poi delle seconde case.

E intanto si aspetta il decreto turismo ormai all’ultimo vaglio del Parlamento che dovrebbe dare garanzie ed opportunità al settore. Altro tema importante è la digitalizzazione: nel mercato attuale internet, wi-fi e tecnologia sono determinanti per chi vuole continuare ad essere competitivo. Ed il credito d’imposta per le aziende che investiranno in questo ambito è sicuramente un ottimo segnale. Anche se rispetto ai mercati internazionali, il settore turistico italiano è ancora sensibilmente in ritardo.

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